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McNex
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Re: Carl Zeiss Planar T* 50mm f/1.7

18 ottobre 2017, 20:08

I due Planar 50mm F/1.7 e F/1.4 per Contax, pur essendo "fratelli", erano due ottiche dalla resa molto diversa e dal prezzo molto diverso. Già questo dovrebbe far capire che 1/3 di stop di luminosità in più non potesse far aumentare il prezzo di un obiettivo di così tanto pur essendo entrambi marchiati Carl Zeiss e quindi entrambi due obiettivi di ottima qualità: il Planar 50/1.4 era un obiettivo di classe ben superiore.
Ho scritto era in grassetto perché questo è riferito ai tempi della pellicola.

Il 50/1.7 era un ottimo obiettivo, versatile, luminoso e dall'ottimo potere risolvente, superiore a quello del 50/1.4 in tutti i test dell'epoca, ma aveva residui di tante aberrazioni che sarebbe costato caro eliminare e, del resto, sarebbe stato inutile farlo per un obiettivo destinato all'uso classico, cioè del tutto generico del "normale".

Per togliere le aberrazioni residue si progettò un "normale di lusso" e, per differenziarlo in maniera immediata, si scelse la luminosità di F/1.4 che ancora oggi fa la differenza a livello psicologico: un conto è avere un F/1.4 ed un altro è avere un F/1.7 o un F/1.8 ma, parliamoci chiaramente, è solo perché i fabbricanti ci hanno abituato a considerarli così.
Il 50/1.4, quindi, era corretto molto bene, ma - cosa spesso trascurata o ignorata - era ottimizzato per dare la stessa resa dalle distanze brevi all'infinito, cosa che non avviene per il 50/1.7 che è ottimizzato solo per le medie distanze oltre ad avere una distanza minima di MAF leggermente inferiore. E' così per tutti gli obiettivi, ma chi ci fa caso? Però, se un obiettivo deve essere di gran classe, anche questo è importante: la costanza di resa nella maggior parte delle situazioni e la correzione delle aberrazioni visto che non c'era Photoshop per eliminarle.

Parlo di costanza di resa ed accetto la minore risolvenza del 50/1.4? Ebbene sì perché era comunque calcolata per le pellicole di uso generico e non certo per quelle ad altissima risoluzione che si usavano per i test. Usando una diapositiva da 50 ISO, le differenze di risolvenza, ammesso che nella vita reale qualcuno volesse contare le linee per millimetro, non si vedevano e non si contavano, ma contavano la splendida plasticità e lo sfocato morbido ed avvolgente del F/1.4 mentre il più economico F/1.7 era più saturo e contrastato, più facile da essere giudicato gradevole presso il grande pubblico, ma anche più piatto. Per carità, nulla confronto a tante altre ottiche dell'epoca e di oggi. La stessa storia la continuate a sentire ancora oggi per gli obiettivi Zeiss delle Rollei biottica e c'è chi preferisce addirittura il Tessar che costava la metà. Il Planar F/2.8 era la perfezione ed aveva uno sfocato spettacolare, ma era meno aggressivo. Questione di gusti ieri ed oggi, ma secondo i progettisti della vecchia scuola tedesca un obiettivo di pregio doveva essere giustamente contrastato e non troppo contrastato. La fotografia è bidimensionale e pretende di riprodurre la realtà che è tridimensionale: il trucco è ottenere infinite sfumature per far sì che un semplice cerchio diventi una sfera. Facile a dirsi ma difficile - e soprattutto costoso - a farsi.

Quindi, gusti a parte, sull'analogico non si discute che il 50/1.4 fosse il migliore anche se a qualcuno poteva piacere di meno, ma con il digitale le virtù del 50/1.4 si sono perse. Io ce l'ho ancora, ma sul sensore non riesco più ad apprezzarne la morbidezza dei passaggi tonali e dei passaggi tra piani a fuoco e piani fuori fuoco. Un ritratto ad una sposa o ad una bella ragazza con il 50/1.4 era uno spettacolo mentre il 50/1.7 andava meglio per il vecchio pescatore pieno di rughe, ma oggi - su un corpo Sony A7 II - preferisco la maggiore brillantezza e la visibile nitidezza in più del 50/1.7. Sempre sul digitale e sulla fruizione a monitor (quanti di noi stampano ancora le foto su carta?), il fratellino meno luminoso e più economico fa più scena e nessuno si accorge che all'infinito renda peggio che alle medie distanze, neanch'io, ma forse sono i miei occhi che iniziano ad essere troppo stanchi.
Rino

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Re: Carl Zeiss Planar T* 50mm f/1.7

18 ottobre 2017, 20:34

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Paolo

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Re: Carl Zeiss Planar T* 50mm f/1.7

20 ottobre 2017, 0:41

Grazie Rino,
ho l'uno e sette da sempre ed ho sempre sofferto d'inferiorità rispetto al fratello maggiore; oggi che uso solo il digitale mi rincuora un po' questa tua bella recensione e guardo l'1,4 con un altro occhio
Luca

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Re: Carl Zeiss Planar T* 50mm f/1.7

20 ottobre 2017, 9:28

bigcloud ha scritto:Grazie Rino,
ho l'uno e sette da sempre ed ho sempre sofferto d'inferiorità rispetto al fratello maggiore; oggi che uso solo il digitale mi rincuora un po' questa tua bella recensione e guardo l'1,4 con un altro occhio


Sono due ottimi obiettivi ed è davvero difficile scegliere l'uno o l'altro pensando a tutte le possibilità di utilizzo. Con il digitale, almeno sul sensore Sony A7, preferisco il 50/1.7 ma sull'analogico preferivo sempre il 50/1.4 e lo usavo sempre ai diaframmi aperti perché amavo il suo sfocato pastoso e progressivo. Stessa cosa per il Planar 85/1.4, una meraviglia da usare a TA per i ritratti fregandosene di linee per millimetro ed altre amenità tipiche dei test.
Rino

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