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Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

13 maggio 2016, 23:49

Non ho ancora trovato il tempo per scrivere una recensione completa di questa lente, ma se aspetto di riuscirci... campa cavallo che l'erba cresce. Quindi pubblico quello che ho già scritto ed eventualmente integrerò più avanti. Dico subito che non è la fine del mondo, non voglio certo sostenere che sia in grado di competere con le migliori produzioni moderne, ma certamente vale molto più di quanto si possa pagare ed ha caratteristiche decisamente interessanti, non solo come lente vintage a fuoco manuale. Le immagini le ho prese da PentaxForum, perché non vale la pena che fotografi la mia, che è assolutamente identica e altrettanto perfetta.

IMG_4313.JPG


Premessa sulle lenti Takumar a baionetta K/KA
Suggerisco di andare a leggere le recensioni di questa lente e confrontarle con quelle della stessa ottica marcata SMC Pentax-A. Le due lenti sono assolutamente identiche, per dichiarazione della stessa Pentax, con l'unica differenza che la versione Takumar ha il trattamento antiriflesso sulla lente frontale a singolo strato invece che multistrato come la versione SMC. Il multistrato presenta indubbi vantaggi quando la lente frontale è colpita da forte luce diretta, ma in tutti gli altri casi è solo uno svantaggio, perché riduce - e non di poco - il contrasto generale ed il micro-contrasto dell'obiettivo. Per questo motivo la Pentax decise di proporre anche una linea di ottiche con singolo strato di coating, e poiché sarebbe stata una singolare e paradossale contraddizione produrle sotto il marchio SMC (che significa proprio Super MULTI Coated), decise di rispolverare il glorioso marchio Takumar, col quale propose le proprie migliori lenti identiche ma con singolo strato anti riflesso. Inoltre, poiché sbandierava che il trattamento SMC fosse molto costoso (e sicuramente in parte lo era), dovette per forza di cose prezzare questa linea qualcosa meno di quella SMC. Quindi, dovrebbe essere chiaro che questa linea delle Takumar a baionetta NON era assolutamente una alternativa economica, bensì una linea specialistica dedicata a quei fotografi che ponevano il dettaglio dell'ottica al primo posto e la resistenza alla flare in secondo piano (e in quegli anni erano in tanti).

Eppure stando a quel che possiamo leggere sul web, queste Takumar sono considerate lenti economiche e trattate come fondi di bottiglia o quasi. Di conseguenza assistiamo al singolare fenomeno per il quale una stessa lente nelle due versioni SMC e Takumar viene valutata come il giorno e la notte. Naturalmente, queste recensioni si diffondono di copia-incolla in copia-incolla, presentandoci una pletora di recensori che "vedono con i propri occhi" (sigh!...) e testimoniano la qualità scadente di queste lenti.... Davvero penoso. Ovviamente, nel mezzo di tante recensioni troviamo anche qualcuno che queste ottiche le usa davvero, ha buoni occhi e si forma una propria opinione indipendente, giungendo a conclusioni addirittura diametralmente opposte. Eh già, perché in Pentax non erano idioti, e quindi se producevano una linea a singolo strato di coating per migliorare la qualità dell'immagine questa doveva essere davvero migliore, anche se pagata con una minore resistenza alla flare.

Non aggiungo altro, ognuno può trarre le proprie conclusioni da solo sul valore di simili recensioni, ma rinnovo l'invito a confrontare le recensioni di queste due versioni, e di soffermarsi a osservare con quanta perentorietà ed arroganza intellettuale vengano in genere presentate le valutazioni di questi "recensori", che per me dimostrano soltanto la propria incompetenza.

Caratteristiche
Si tratta di uno zoom "a pompa" (in inglese chiamato "one touch"), ossia con un'unica ghiera per variare la focale (avanti e indietro) ed il piano di fuoco (rotazione). Questo può essere un vantaggio o uno svantaggio, a seconda delle modalità di impiego e ancor più delle preferenze operative, cosa che per la maggior parte dei fotografi o si odia o si ama. Ma a prescindere dai gusti operativi personali, queste ottiche sono progettate per essere vantaggiose rispetto alle due ghiere separate e se la costruzione è impeccabile allora il vantaggio è notevole. Torneremo sulla questione più avanti. Naturalmente con l'avvento dell'autofocus sono completamente passate di moda.

Non è certo una lente compatta, ma l'ingombro non è neanche eccessivo. La focale è quella classica da 70 a 200mm, equivalente a 105-300mm su APS-C, abbastanza comune, ma accompagnata da una apertura massima di f4 sull'intera escursione, e questo non è affatto comune, soprattutto nelle produzioni recenti. L'angolo di campo su full frame varia da 34° a 12° sulla diagonale (da 29° a 10.3° in orizzontale), mentre su APS-C va da 23° a 8.2° in diagonale (da 19° a 6.9° in orizzontale).

L'obiettivo è di costruzione interamente metallica, con un peso di 622 grammi, una lunghezza di 153 mm ed un diametro di 73 mm, monta filtri da 58 mm, non esiste paraluce dedicato e naturalmente NON è internal focus, cosa non compatibile con la costruzione a pompa. Lo schema ottico è costituito da 11 elementi in 9 gruppi e la baionetta è ovviamente KA. Fu prodotto dal 1987 fino al 1993.

IMG_4316.JPG


Modalità macro
La distanza minima di MAF è di circa 100 cm, abbastanza contenuta, ma alla massima focale può entrare in modalità macro che raggiunge il rapporto di circa 1:3 alla distanza di ben 60 cm, il che è decisamente interessante (uno dei problemi delle ottiche macro è che raggiungono il massimo rapporto a distanza molto ravvicinata, il che spesso è un grave inconveniente. Il diaframma è realizzato con ben 8 lamelle e chiude fino a f32, caratteristica spesso è impagabile proprio nelle riprese macro. Gli scatti sono di 1/2 stop da f5.6 a f16 e di uno stop intero negli altri intervalli.

Ergonomia e facilità d'uso
Il "vantaggio" degli zoom a pompa è che la velocità operativa è nettamente superiore rispetto all'impiego di due ghiere separate (la cosa ovviamente richiede una certa pratica d'uso). Per contro il "difetto" è che mentre si effettua la rotazione della ghiera per cercare il fuoco si rischia di modificare involontariamente la focale. Ma tutto dipende dal giusto rapporto di resistenza tra rotazione ed estensione e se è costruito a regola d'arte allora questo difetto scompare e rimane solo il vantaggio. Non esiste invece l'inconveniente opposto, perché quando si varia la focale occorre SEMPRE rifare la MAF (una necessità dettata non solo dall'esperienza ma anche dalla fisica ottica e che molti ignorano), quindi la soluzione del problema è sostanzialmente semplice: basta che la resistenza all'avanzamento sia del giusto grado maggiore di quella di rotazione affinché il problema non si presenti affatto.

Ora, questa lente ha esattamente quel giusto rapporto di resistenza e l'uso è preciso e veloce, senza alcun rischio di variare involontariamente la focale e secondo me chi sostiene il contrario o non ha alcuna confidenza con tale genere di zoom, oppure ha un esemplare che si è rovinato nel tempo, perdendo la fluidità originaria. Questo è un problema non da poco con gli zoom a pompa, perché a causa della costruzione è facile che la polvere si introduca tra il barilotto mobile e il tubo portante, e pertanto una cattiva conservazione e/o mancanza di manutenzione può facilmente alterarne la fluidità. Di conseguenza, acquistare uno zoom a pompa a scatola chiusa, senza poterlo provare è pertanto inevitabilmente un rischio (ed anche potendolo provare, occorre avere un minimo di esperienza operativa per saperlo valutare).

Qualità d'immagine
Una lente degli anni '80 difficilmente è ad alto contrasto come quelle moderne e questa non fa eccezione. Il contrasto è normale per quei tempi, ma rispetto agli standard di oggi appare leggermente inferiore. Il che per me è un vantaggio, perché un contrasto più alto in partenza comporta una perdita di informazione (definitiva e mai più recuperabile), mentre un contrasto più basso si può sempre aumentare in post produzione senza alcuna perdita. Comunque, per chi vuole a tutti i costi un Jpeg che assolutamente da non toccare in post (neanche per il bilanciamento del bianco) basta compensare incrementando il contrasto in camera del tanto sufficiente (basta qualche prova) ed il gioco è fatto.

La lente presenta buona nitidezza già a tutta apertura e la resa cromatica è pressoché neutra (come nella maggior parte delle lenti Pentax), ma per il resto mi astengo come sempre dal dare una valutazione sulla qualità d'immagine, in quanto la ritengo assolutamente soggettiva.

Conclusioni
La mia valutazione sintetica di questa lente è ovviamente implicita e chiara: fantastica! Se apprezzate il vantaggio della MAF manuale soprattutto nel ritratto e riuscite a farvi piacere la modalità a pompa, allora questo 70-200mm è semplicemente l'ideale, perché la MAF manuale permette un controllo più accurato rispetto all'AF ma allo stesso tempo potete variare la focale praticamente senza alcuna perdita di tempo.

IMG_4315.JPG
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Re: Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

17 marzo 2017, 21:49

Il mio è identico ma non ha la scritta takumar e uguale o è un' altra lente? Tempo fa volevo vendere tutto il corredo Ricoh e sul forum dei petaxiani me lo hanno snobbato di brutto.

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Re: Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

18 marzo 2017, 4:12

fabio1969 ha scritto:Il mio è identico ma non ha la scritta Takumar e uguale o è un' altra lente?

Beh, ma almeno dimmi cosa c'è scritto invece che Takumar...

fabio1969 ha scritto:Tempo fa volevo vendere tutto il corredo Ricoh e sul forum dei pentaxiani me lo hanno snobbato di brutto.

Premesso che anche il forum Pentaxiani è stracolmo di miti e di leggende, nonché di fisime basate sul nulla, ma da cosa è composto il tuo corredo Ricoh?
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fabio1969
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Re: Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

18 marzo 2017, 8:57

Praticamente invece di Takumar - A, c'è scritto Pentax - A, il corredo è niente di che anche all'epoca ero povero :D uno zoom 35-70 3.5 Ricoh un 28 2.8 Vivitar il Pentax e un duplicatore kenko

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xilef
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Re: Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

18 marzo 2017, 9:01

Ciao. Una domanda, questa ottica, diversa da quella che segnali in questo thread:
http://www.ebay.it/itm/Pentax-Super-Mul ... Sw5cNYeiHB
è un Takumar ma anche super multi coated. E' in contrasto con quello che dici sopra relativamente ai Takumar?

Hai qualche foto scattata con il 70-200 e una m4/3 da poter mostrare? Grazie.
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Re: Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

18 marzo 2017, 13:02

Sardosono ha scritto:...e riuscite a farvi piacere la modalità a pompa...


Innanzitutto complimenti per l'accurata recensione. Personalmente amo leggere anche le altre informazioni (storiche, descrittive o tecniche che siano) come hai fatto tu ed ho trovato la lettura dell'articolo molto gradevole ed interessante al di là del conoscere la resa dello zoom in oggetto che, tra l'altro, ho avuto per un breve periodo nella versione SMC.
In quel periodo ho avuto, per brevi tempi, moltissimi zoom: li desideravo per motivi pratici, ma poi restavo sempre insoddisfatto rispetto alle corrispondenti focali fisse. Spesso il maggior problema era la distorsione, bestia nera per me che amo fotografare architettura sia per passione che per lavoro, e con le dia ed i negativi non c'era nulla da poter aggiustare come facciamo oggi.
Rivendetti dopo un viaggio a Praga l'ottimo Zeiss per Contax 28-85 perché la distorsione a barilotto era inaccettabile (per me) e non sopportavo di vedere tutti gli edifici di Praga con la forma di un panettone.
Anche i vari 70-200, 70-210, 80-200, hanno sempre avuto vita breve nel mio corredo, preferendo - alla fine - il classico 135mm F/2.8 che era piccolo, leggero e di elevata qualità quasi in tutti i corredi.

Mi sono attaccato a "modalità a pompa" perché mi hai fatto ricordare che, in quel periodo, quasi tutti i telezoom che ho avuto erano a pompa e la cosa mi piaceva. Tra l'altro erano veri zoom e non dei varifocale come accadeva spesso e credo che oggi, grazie all'AF, sia la norma e non valga neanche la pena di perdere tempo ed aumentare i costi per costruire dei veri zoom che non cambino la distanza di MAF durante la zoomata (anzi, la regola di quei tempi era di mettere a fuoco con precisione a 200mm e poi di allargare l'inquadratura).

By the way, oggi mi è arrivato un acquisto effettuato su eBay: il microscopico Minolta 100-300 APO che posso usare sia sulla A99 che sulla A7. Non è un obiettivo di elevatissima qualità, ma non era neanche un fondo di bottiglia. Sono curioso di provarlo sul digitale.

A proposito, tu su che corpo digitale hai provato lo zoom Pentax? Questa recensione l'hai pubblicata solo qui o anche altrove?
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Re: Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

18 marzo 2017, 16:53

McNex ha scritto:A proposito, tu su che corpo digitale hai provato lo zoom Pentax? Questa recensione l'hai pubblicata solo qui o anche altrove?

xilef ha scritto:Hai qualche foto scattata con il 70-200 e una m4/3 da poter mostrare?

Mi sembra di averla pubblicata solo qui, ma non ci metto la mano sul fuoco.
Un problema con le ottiche vintage è che non si ritrova il nome della lente negli EXIF e quindi è impossibile ritrovarle in archivio, ma occorre per forza ricordarsi i singoli casi di impiego e onestamente la memoria in questo caso non mi è d'aiuto. Però, a seguito di questa rispolverata che avete fatto, mi punge vaghezza di riprendere in mano quest'ottica, che possiedo da una trentina d'anni e che fa parte delle poche sopravvissute, tutte per la stessa ragione: qualitativamente ottima ma anche con un "carattere" e che sia un piacere da usare. Appena avrò il tempo di usarla sul campo (come sapete non mi piacciono gli scatti di test, perché non dicono nulla) posterò certamente i risultati, sia col m4/3 (E-M1 e GX7), sia con la Fuji (X-T10).

Già che ci siamo vorrei sottolineare una cosa sulla quale non mi sono soffermato nella recensione: il fatto che abbia luminosità costante, perché, anche a prescindere dal vantaggio che questa caratteristica possa presentare nell'uso pratico, vi è un aspetto che sfugge ai più e che è il seguente.

Ottenere uno zoom a luminosità costante è una vera sfida dal punto di vista progettuale, che comporta una quantità impressionante di complicazioni e soprattutto di messa a punto, che fanno salire in modo notevole i costi sia di progetto sia di costruzione. E questo era ancor più vero ai tempi nei quali la progettazione non era assistita dall'emulazione ottica in software come da una ventina d'anni a questa parte.

Morale della favola, quindi, nessuno si è mai preso la briga di progettare a luminosità costante un'ottica che fosse di media qualità, ma era uno sforzo che veniva dedicato unicamente ai progetti ambiziosi. Questo fatto da solo è dunque sufficiente per essere certi che questa fosse una lente eccellente, almeno per quei tempi. Certo, oggi con la progettazione ottica assistita i compromessi si sono alleggeriti di molto, ma ovviamente sarebbe sciocco valutare le lenti di allora con i criteri di oggi.

Ecco quindi il motivo per il quale ho fatto questa recensione: perché è una lente di livello che per me vale la pena di impiegare anche nel digitale.

Stessa cosa vale per lo SMC Pentax-A 35-105mm f/3.5 Macro, anch'esso a luminosità costante ed anch'esso facente parte dei miei "sopravvissuti"; non ricordo di averlo recensito e magari lo farò, perché anche in questo caso vale la pena di essere utilizzato ancor oggi nel digitale. IMO naturalmente.
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Re: Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

18 marzo 2017, 17:32

xilef ha scritto:... è un Takumar ma anche super multi coated. E' in contrasto con quello che dici sopra relativamente ai Takumar? ...

No, non c'è alcuna contraddizione, ora ti spiego.

La lunga storia dei Takumar, condensata i poche righe

Takumar fu il marchio col quale la Asahi Optical immise sul mercato l'intera sua produzione di ottiche ad innesto, non solo per uso fotografico. Inizialmente erano con innesto M39, poi passò all'M42 ed infine alla bajonetta K. La produzione iniziale era senza coating e senza preset del diaframma. Poi fu aggiunto il preset del diaframma, e presero il nome di Auto-Takumar, ma ancora non esisteva il trattamento antiriflesso della lente frontale. Quando fu aggiunto anche il coating, il nome venne nuovamente cambiato in Super-Takumar, che indicava appunto il trattamento anti-flare a singolo strato, che fu una innovazione assoluta, subito adottata da tutti gli altri produttori. Poi, ancora successivamente, la Asahi inventò il anche il trattamento multistrato (a depositi successivi), altra innovazione assoluta identicamente subito seguita da tutti gli altri marchi, e nacque il nome
di Super-Multi-Coated Takumar, poi abbreviato in SMC Takumar, per l'evidente eccessivo ingombro della lunga scritta.

Nel corso della descritta evoluzione del marchio Takumar, si ebbero anche vari cambiamenti del marchio usato per le fotocamere: da Asahi Optical si passò prima ad Asahi e basta, poi ad Asahi Pentax (quando la Asahi inventò il rivoluzionario pentaprisma) ed infine al solo Pentax. Contemporaneamente l'azienda decise di adottare il solo marchio Pentax per tutta la produzione fotografica (e non solo), comprese quindi le ottiche, per le quali si aggiunse il prefisso SMC divenendo SMC-Pentax ed il marchio Takumar fu messo in pensione.

Il marchio Takumar fu quindi rispolverato svariati anni dopo, per le ragioni che ho spiegato nella recensione, ossia per riproporre obiettivi con singolo strato di coating, NON per ragioni di risparmio ma per i vantaggi di miglior micro-contrasto che il single-coating presenta. Ma poiché sarebbe stato contraddittorio chiamare SMC-Pentax delle lenti che erano sì di alta qualità, ma che si differenziavano proprio per NON avere il trattamento SMC, ecco che pensarono bene di riprendere dal cassetto il vecchio marchio Takumar, che era ancora ben conosciuto come sinonimo appunto di alta qualità.

Questa "seconda serie" di Takumar rimase in produzione per alcuni anni a cavallo tra la fine degli '80 e l'inizio dei '90, e naturalmente furono tutti con innesto a bajonetta.

In conclusione, la frase riportata anche da Wikipedia che recita "Pentax resurrected the Takumar name in the 1980s and 1990s for a budget line of zoom and prime lenses that lacked the Pentax "Super Multi-Coating" anti-reflective coating that reduces lens flare" è dunque vera nella seconda parte ma falsa nella prima, perché non si trattò affatto di lenti "budget" (economiche) bensì di alcune tra le migliori delle stesse lenti che già esistevano come SMC-Pentax, con la stessa identica qualità, ma con trattamento di coating a singolo strato, perché questo era richiesto da una fetta non trascurabile di mercato. Il fatto che queste versioni SC (single-Coating) costassero leggermente meno (circa il 10-15%) fu dovuto al fatto che la Pentax fu coerente col proprio marketing (come abbiamo visto nella recensione, quindi non sto a ripetere qui la spiegazione), e chiunque abbia un po' di cervello lo capirebbe da solo se soltanto si prendesse la briga di usarlo, ma ciò richiederebbe più tempo di un copia-incolla dei soliti luoghi comuni che si trovano sul web.
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Re: Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

18 marzo 2017, 17:44

Grazie, sei un pozzo senza fine di conoscenza su tutti i fronti!!!

Il mio vago (almeno per il momento) interessamento deriva dal fatto che trattasi di una lente abbastanza macro, lunga e allo stato attuale economica. Certo non è comoda, leggera e autofocus come una lente moderna. Però le lenti leggere e autofocus m4/3 non mi soddisfano un granché, quelle più serie sforano il mio budget. Ho avuto il 100-300 che ho dismesso quando passai a Sony, ho il 75-300 ii che ho preso quando sono tornato al m4/3. Vanno entrambe dignitosamente, ma entrambe non sono proprio esaltanti. La caratteristica che trovo faticosa è in entrambe il poco microcontrasto. Proprio per questo sarei curioso di vedere degli scatti con questa lente. Sul web si fa fatica a capire qualcosa.
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Re: Pentax Takumar KA 70-200mm f/4 Macro

18 marzo 2017, 19:59

Sardosono ha scritto:Già che ci siamo vorrei sottolineare una cosa sulla quale non mi sono soffermato nella recensione: il fatto che abbia luminosità costante, perché, anche a prescindere dal vantaggio che questa caratteristica possa presentare nell'uso pratico, vi è un aspetto che sfugge ai più e che è il seguente.

Ottenere uno zoom a luminosità costante è una vera sfida dal punto di vista progettuale, che comporta una quantità impressionante di complicazioni e soprattutto di messa a punto, che fanno salire in modo notevole i costi sia di progetto sia di costruzione. E questo era ancor più vero ai tempi nei quali la progettazione non era assistita dall'emulazione ottica in software come da una ventina d'anni a questa parte.


Prima dell'uso massiccio del computer nella progettazione ottica, si procedeva coi calcoli, la sperimentazione e le continue verifiche sul campo per poi aggiustare il tiro, motivo per cui le ottiche buone, al di là del pregio dei materiali, costavano un botto ed erano sempre dei compromessi (l'obiettivo perfetto non esiste e forse non può esistere), ma questi compromessi erano - poiché stiamo parlando di ottiche di pregio - la personalità. Oggi noto l'elevatissimo livello standard di qualsiasi zoom anche relativamente economico, ma gli obiettivi mi sembrano quasi tutti uguali. Inoltre, eventuali caratteristiche personali (questo obiettivo è più contrastato o più colorato di quell'altro) non diventano immutabili grazie alla pellicola, ma si possono variare facilmente con Photoshop.

Il Pentax F/4 rispecchia la scelta che fece la Zeiss con l'80-200 F/4 fisso, vale a dire uno zoom di elevata qualità a diaframma costante e dimensioni, peso e prezzo ancora accettabili.

Sardosono ha scritto:Ecco quindi il motivo per il quale ho fatto questa recensione: perché è una lente di livello che per me vale la pena di impiegare anche nel digitale.

Stessa cosa vale per lo SMC Pentax-A 35-105mm f/3.5 Macro, anch'esso a luminosità costante ed anch'esso facente parte dei miei "sopravvissuti"; non ricordo di averlo recensito e magari lo farò, perché anche in questo caso vale la pena di essere utilizzato ancor oggi nel digitale. IMO naturalmente.


Hai ancora un corredo Pentax?

Oggi ho fatto il primo giro di prova con il Minolta 100-300 APO, ma la risoluzione è insufficiente per un sensore da 24Mpx (ad occhio è buona per 15Mpx al massimo), però la resa è molto gradevole a tutte le focali e non ha nessuna aberrazione cromatica. Non utilizzavo un 300mm da molti anni (del resto amo le focali corte e non quelle lunghe) e non ricordavo quanto "ballasse" l'immagine nel mirino! :)
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