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Re: Konica AR Hexanon 40mm f/1.8

11 ottobre 2016, 15:50

Concordo con quanto dice Antonello a proposito del contrasto (ma qui ci riferiamo al "contrasto" in senso stretto all'acutanza? o... alla risolvenza?). E da Minoltiano (o Minoltista, rende di più l'idea della militanza) guardo con attenzione agli Hexanon e alla piccola, e comoda, baionetta AR.

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Sardosono
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Re: Konica AR Hexanon 40mm f/1.8

11 ottobre 2016, 18:41

In effetti, rileggendo mi accorgo di aver dato troppe cose per scontate, quindi rimedio.

Questa lente ha un grado di contrasto generale normale, che risulta più basso della norma delle ottiche moderne. Per "contrasto generale" si intende sostanzialmente quello stesso che possiamo variare in software col relativo controllo. Un aumento del contrasto generale incrementa la percezione dell'acutanza per le sole superfici ampie, ma nel contempo riduce l'informazione contenuta nel dettaglio, quindi riduce il micro-contrasto. Pertanto, paradossalmente, maggiore è il contrasto generale di una lente e minore sarà il suo microcontrasto e quindi minore anche l'acutanza in senso stretto di percezione.

Il micro-contrasto invece, non ostante il termine non ha nulla a che vedere col contrasto, ma è la capacità di restituire fedelmente il piccolo dettaglio.In altre parole, il micro-contrasto è sinonimo di "contenuto di informazione", quindi (a differenza del contrasto) è sempre auspicabile che sia il massimo possibile, perché se c'è troppa informazione per le proprie esigenze si può sempre ridurre, ma non si potrà mai aggiungere se ne manca.

Il micro-contrasto non è la stessa cosa della risolvenza, ma viene comunque dopo, nel senso che senza risolvenza idonea non si può raggiungere il massimo micro-contrasto possibile (cioè il massimo contenuto possibile di informazione), quindi anche se una lente ha una risolvenza mostruosa ma non affiancata da un alto micro-contrasto, tutta quella risolvenza non serve proprio a niente, se non per fare i test e cantarsela e suonarsela da soli.

Ma è anche inutile avere un lente con altissima risolvenza ed altissimo micro-contrasto, cioè una lente che fa passare una valanga di informazione, se poi il supporto (sensore o pellicola) non è in grado di registrarle. Insomma, è una catena e quindi la sua forza è data dall'anello più debole. In pratica, riassumendo in altri termini, abbiamo che:

  • la risolvenza ci dice soltanto se e quanto un'ottica è in grado di "risolvere" (inteso come sinonimo di "distinguere") il bianco puro dal nero puro che si susseguono ravvicinatamente, ed è quindi una condizione necessaria ma NON sufficiente per ottenere informazione UTILE da essa;
  • il micro-contrasto ci dice invece quanto l'obiettivo riesca a far passare tutte le sfumature luminose comprese tra il bianco puro ed il nero puro (cosa che la risolvenza ignora del tutto), che è quello che interessa in fotografia, ed è quindi condizione necessaria e sufficiente per trasmettere tutta l'informazione fotograficamente UTILE di cui la lente è capace per via della propria risolvenza;
  • la percentuale di informazione registrata dal supporto (25% nel mosaico con AA, 33% nel mosaico senza AA e 100% nella pellicola e nel Foveon), ci dice quanta di questa informazione sarà utilizzata e quanta invece andrà del tutto sprecata.
  • il termine acutanza è preso in prestito dalla tecnica di trattamento della pellicola ed indica la possibilità di ingannare l'occhio umano, fornendogli la sensazione che nell'immagine sia presente maggior informazione di quanta ce ne sia realmente (per esempio, lo sharpening è una tecnica di acutanza), ma non ha senso parlare di acutanza in relazione ad una lente o ad un sensore, a prescindere che si parli di analogico o di digitale; in altre parole, l'acutanza è solo una sensazione percettiva (ed anche molto soggettiva), un inganno ottico, non un qualcosa di concreto.
Antonello

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Re: Konica AR Hexanon 40mm f/1.8

11 ottobre 2016, 18:53

Se volete faccio qualche RAW e lo condivido, perché queste sono tutte Jpeg OOC corrette in macchina.
Antonio

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