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Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

5 novembre 2015, 4:50

Si legge spesso sul Web che le lenti per essere nitide devono anche essere necessariamente dure, dove per dure si intende nitide (cioè con elevato grado di risolvenza e quindi elevato micro-contrasto) e allo stesso tempo anche contrastate (ovvero che restituiscono i passaggi tonali in modo netto e deciso). Quando diciamo che una lente ha una resa molto "digitale" intendiamo in realtà proprio questo, cioè che è tendenzialmente "dura". Ora, che le lenti moderne siano tutte sostanzialmente dure è un fatto evidente, tanto che in giro non solo non si trova più nessun ottica morbida ma neanche normale. Le differenze tra le lenti in circolazione sono minime, ed anche la più morbida reperibile sarebbe stata considerata sensibilmente dura anche solo vent'anni addietro. Ma questo fatto non significa affatto che nitidezza e contrasto debbano necessariamente andare di pari passo. Penso di poter mostrare con le seguenti quattro immagini che questa è una sciocchezza e che si può benissimo avere un elevato micro-contrasto senza che il contrasto debba seguirlo, quindi senza portare alle stelle la "durezza" complessiva dell'immagine.

Si tratta di tre scatti, che ho fatto con la Fujifilm X-T10 per cominciare a conoscere la fotocamera, realizzati con tre ottiche diverse e precisamente con il Fuji XC 16-50mm f/3.5-5.6 OS, il Porst 55mm f/1.4 MC M42 ed lo Zeiss Contax Sonnar T* 90mm f/2.8. Sono tre scatti senza alcuna post produzione, esattamente come sono usciti dalla fotocamera, soltanto "croppati" sulla stessa area. La luce era pessima, piattissima, e questo ha reso il test ancora più interessante, perché non saremo distratti dalla brillantezza dei colori.

Nella prima abbiamo il Fuji 16-50, con la sua tipica resa "digitale". Detto per inciso, posso già dire che quest'ottica è assolutamente eccellente, sotto ogni punto di vista, con un solo difetto: è dura. Chiariamo meglio. Diciamo pure che rispetto a tutte le ottiche per m4/3 che conosco (e sono tante) è anzi tra le meno dure in assoluto, ma questo non significa affatto che sia morbida, e neanche normale, ma solo che la media generale delle altre lenti è ancora più dura di questa. Purtroppo, ormai ci abbiamo "fatto il callo" a questo tipo di resa che chiamiamo "digitale", ma io come ormai sapete mi rifiuto di adeguarmi rassegnatamente e ripiego su lenti cosiddette "vintage".
T50_XTX00243_resize.jpg


Nella seconda abbiamo il Porst 55mm, una splendida lente piena di meravigliosi difetti, che però non starò a descrivervi adesso per non rendere il post chilometrico, semmai lo faremo in un secondo momento o in altro topic dedicato. Ciò che adesso ci interessa di questa lente è un solo fatto: che questa lente è MORBIDA, e sospetto che più d'uno in questo forum possa non averne mai vista una in azione che fosse degna di questo nome. E sì, perché di solito le lenti morbide di cui si vedono esempi sono sempre "fondi di bottiglia", il che porta a farsi l'idea che "morbido" sia sinonimo di "schifezza", "ciofeca", "giocattolo", "lente di plastica", ecc. Beh, non è affatto così. Personalmente ritengo che in ogni corredo ci debba essere almeno una lente seria e morbida. Chi non ce l'ha non sa cosa si perde. IMO, certamente.
T55_XTX00238_resize.jpg

Veniamo all'immagine. Potrete notare che rispetto allo scatto duro precedente, questo 55mm (circa 57 in realtà questo esemplare, per sampling variation) produce una sorta di "diffusione di luce" un po' dappertutto, che è la manifestazione di un sensibile abbassamento del contrasto generale (vi anticipo che questa sorta di "patina" si può ridurre fino ad eliminarla quasi del tutto, con un procedimento chiamato dehazing, come vedremo più avanti). Eppure, non ostante questa specie di "alone", l'immagine non è affatto piatta, come normalmente ci aspetteremmo quando il contrasto si abbassa: perché? Bene, per capire il perché adesso andiamo a guardare il dettaglio e confrontiamolo con attenzione con quello nell'immagine prodotta dal 16-50, e cosa notiamo? Notiamo subito che il dettaglio c'è tutto, pressoché identico all'altra immagine! Ok, lo so, ci sono alcuni che non sono convinti, è come se ne sentissi le voci che dissentono. In realtà l'occhio si sta facendo ingannare dalla "patina" del basso contrasto, per cui prendiamo questa immagine e procediamo al dehazing.
T55_XTX00238_DH_resize.jpg

Eccola qui, controlliamo di nuovo: siamo tutti convinti adesso? Il dettaglio se manca non si può aggiungere, quindi se c'è adesso vuol dire che c'era anche prima, giusto?!... ;)

Il fatto è che quella "patina" nell'immagine non è un grosso problema, perché un alto contrasto non si può ridurre senza perdere informazione (che si manifesta con un impasto generale), ma un basso contrasto si può invece aumentare (entro certi limiti) senza grossi inconvenienti, come questa operazione di dehazing ha mostrato. Adesso siamo in grado di capire perché l'immagine non sia piatta non ostante il basso contrasto e il motivo è il seguente: perché questa lente insieme al basso contrasto presenta anche un elevato MICRO-contrasto, ovvero la capacità di restituire in modo netto ravvicinate variazioni tonali. In altre parole, le AMPIE variazioni tonali le restituisce molto dolcemente (basso contrasto generale), mentre le piccole e ravvicinate variazioni le rende in modo netto (alto micro-contrasto). (*)

Ecco dunque dimostrato con un esempio pratico che i due tipi di contrasto possono benissimo coesistere anche diametralmente opposti in una stessa ottica, e potremmo anche chiudere il topic a questo punto. Ma in questo modo lascerei l'impressione che queste differenze di contrasto siano poco più di una curiosità, utili solo in particolari condizioni, per esempio il ritratto ed il paesaggio d'atmosfera. No, non va bene, sarebbe un'idea del tutto sbagliata. Questo Porst è certamente un'ottica particolare per usi particolari, ma l'ho scelta per rendere ben evidente la questione, non perchP sia un caso tipico, anzi. Quindi, voglio chiudere con una altra ottica, non così morbida ma neanche dura, una che possa davvero definirsi NORMALE: il Contax 90mm che ho citato all'inizio.

Il sensore è sempre lo stesso (Fujifilm X-T10) e le immagini non sono state minimamente toccate, quindi nel confronto entrano in gioco solo le differenti rese delle tre lenti impiegate, le quali hanno all'incirca lo stesso grado di micro-contrasto, ma la prima è DURA, la seconda MORBIDA e la terza finalmente NORMALE. Io non aggiungo commenti, ma mi limito a rilevare che il 90mm ha una PdC più ristretta degli altri ed il primo balcone sulla sinistra è già fuori fuoco. La MAF in tutti e tre gli scatti è sul balcone di mezzo, quindi suggerisco di concentrare il confronto su questo e sul terzo balcone e sui muri a livello stradale di fianco al cartello. Vi lascio a paragonare soprattutto questa del 90mm con quella del 16-50 ed a farvi la vostra opinione, ricordando che questo zoom di qualità è un'ottima pietra di paragone.
T90_XTX00144_resize.jpg

__________

(*) Per amor di correttezza, queste specie di definizioni "in soldoni" che ho appena dato sono in realtà non solo approssimative ma proprio scorrette, anzi ad essere pignoli scientificamente del tutto sballate. Però, spiegare questi concetti in modo semplice e senza finire in un trattato scientifico è impossibile, almeno per me. Tuttavia detta così rende l'idea e in questo contesto serve allo scopo, quindi va bene così.

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renus73
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Re: Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

5 novembre 2015, 8:22

Grazie per la disanima, dovrei verificare alcune cose su quelle in mio possesso, a partire dal Minolta MC Auto Rokkor-PF 58mm f/1.4 che mi è sembrata una lente che parte morbida e velata ma che poi può dire molto di più (infatti è quella che preferisco per i video). Altra questione per il Planar 50/1,4 che su pellicola adoro ma non mi ha impressionato su digitale, sia quando lo montavo sulla Canon 5D Mk II che negli altri formati.

Però ho un dubbio che potrai sciogliere sicuramente meglio tu, ho la sensazione che la progettazione ottica di queste vintage non essendo telecentrica, tenda a far arrivare la luce ai lati del frame in modo inclinato, insomma non si sia preoccupata di ottimizzare l'angolo di incidenza per i sensori digitali, che si sa che soffrono di questa cosa rispetto alla superficie chimica.

Forse solo tu puoi correggere o approfondire i miei dubbi. :)

Immagine
Non basta alzare gli ISO per aumentare la sensibilità (Giorgio Rossi)

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Re: Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

5 novembre 2015, 15:06

Ottimo argomento, molto interessante
Prima o poi qualcosa di bello capiterà.

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Re: Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

7 novembre 2015, 2:28

Una domanda, la lunghezza focale quanto influisce sulla tipologia di resa? Noto che focali sopra i 50mm sono più adatte ad una resa "giusta" piuttosto che solo "dura" o sbaglio?
Antonio

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Sardosono
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Re: Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

7 novembre 2015, 3:43

Copio incollo un post che ho scritto in un altro topic, in quanto strettamente attinente a questo argomento.

Considerazioni sulla NITIDEZZA

Questo è un argomento che sul mio forum evito intenzionalmente, perché quando lo tocco c'è quasi sempre qualcuno che reagisce male, sentendosi "punto nell'onore". Mi limiterò quindi ad una veloce "pennellata".

Innanzitutto la "nitidezza" NON è un parametro, in quanto non è definibile scientificamente (ed infatti non è definita scientificamente), quindi non è misurabile e questo complica ogni spiegazione. Essa è soltanto una impressione, tanto che molti usano l'espressione "impressione di nitidezza", anche se l'affiancamento del termine "espressione" è del tutto pleonastico, in quanto essa è implicita nello stesso termine "nitidezza".

La stragrande maggioranza delle persone (anche su questo forum come pure sul mio) usa questo termine per indicare qualche cosa di diverso da quello che pensa e che comunemente si intende, la qual cosa è alla base dei continui e sistematici fraintendimenti sull'argomento con chi invece la intende in modo appropriato. Usando lo stesso termine per indicare cose diverse l'incomprensione è inevitabile.

Questo equivoco è inoltre (tanto per cambiare) avvallato da moltissimi siti considerati "di riferimento" (ahinoi!), primi fra tutti DxOMark e DPReview (quest'ultima aveva smesso improvvisamente di farlo quando aveva preso le distanze da DxO, ma adesso ha ripreso peggio di prima da quando i due si sono riavvicinati: potere delle convenienze reciproche!)

Per nitidezza si intende la percezione della risolvenza attraverso l'apprezzamento del micro-contrasto.

Quella che tu chiami nitidezza è in realtà un'altra cosa, ovvero affinché tu consideri "nitida" un'immagine è necessario che questa oltre ad avere un'alta risolvenza (e quindi un elevato micro-contrasto) abbia anche un alto contrasto generale. In realtà, quindi, quella che tu (come quasi tutti) chiami "nitidezza" è di fatto "nitidezza accompagnata da durezza".

La dimostrazione di tutto questo ho cercato di darla nel topic Lenti "dure", "morbide" e... giuste!. Se lo rileggi con attenzione trovi la risposta alla tua domanda. Per esempio, ti è chiaro che TUTTE E TRE le ottiche che ho presentato hanno lo stesso grado di nitidezza? Se non ti è chiaro, anzi evidente, allora mi permetto di suggerirti di rileggerlo ancora un'altra volta. Dovrebbe infatti esser chiaro che anche il Porst, pur essendo morbidissimo, è nitido tanto quanto gli altri due, perché presenta la stessa quantità di informazione nel dettaglio. Infatti, la nitidezza è proprio l'apprezzamento della capacità di conservare l'informazione del dettaglio (cioè il micro-contrasto). Il fatto che la lente sia dura, morbida o normale non cambia minimamente la sua nitidezza. Sicuramente, prima di leggere quel topic, ben pochi si sarebbero sognati di definire "nitido" il Porst, che invece nitido lo è, eccome!

Per tornare al topic, il 75mm è ben più nitido del 45mm e persino del 20mm, ma è meno duro di entrambi (e io dico: per fortuna). Anzi, la nitidezza del 75mm è seconda soltanto al 60mm Sigma, anche se qui nessun ci vuol credere non ostante l'evidenza degli MTF (*), che sicuramente non dicono tutto di una lente, ma quel che dicono, poco o molto che sia, è inconfutabile. Il fatto è che il 60mm (meno male) è ancora meno duro del 75mm e basterebbe che lo fosse ancora un po' di meno per cominciare a rientrare nelle ottiche "normali".

Per concludere, prima che me lo chiedi, le mie "classifiche" sono le seguenti.
In ordine di micro-contrasto | risolvenza (e quindi di nitidezza), dal più al meno:
60mm
75mm
25mm PanaLeica
20mm e 45mm (siamo lì)
In ordine di durezza, sempre dal più al meno:
20mm
45mm
75mm e 25mm PanaLeica (molto simili)
60mm

Tengo infine a chiarire che risolvenza e micro-contrasto NON sono la stessa cosa. Il secondo discende dalla prima (nel senso che non ci può essere un elevato micro-contrasto senza una adeguata risolvenza), ma sono comunque due cose diverse. Come al solito, per andare oltre senza dire baggianate occorre sconfinare nel trattato scientifico. Diciamo sinteticamente che la risolvenza NON tiene conto della gradazione tonale dei grigi, ma è basata soltanto sul bianco ed il nero puri, mentre il micro-contrasto è relativo all'intera scala tonale dal bianco al nero, con tutte le gradazioni intermedie possibili. Questa affermazione è sostanzialmente accettabile, anche se ci sarebbe ben altro da dire sull'argomento, diciamo che è un po' come sintetizzare la Divina Commedia con "Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai a riveder le stelle."

__________

(*) quando leggo (e l'hanno scritto in diversi) che il Sigma "è ottimo per quello che costa", non posso fare a meno di sospirare, perché il 60mm è probabilmente la miglior lente tra tutti i fissi m4/3. Quando prima o poi i sensori 4/3 raggiungeranno la soglia dei 27/28 megapixel ricordatevi quello che sto per dire: il 60mm sarà l'unico che si potrà ancora utilizzare con soddisfazione, mentre tutti gli altri crolleranno miseramente e saranno in pratica inutilizzabili, compresi i PanaLeica.

Antonello

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Re: Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

7 novembre 2015, 4:12

Renato, il discorso sulla telecentricità è lungo e noioso. Sto pensando ad un modo per renderlo breve ma chiaro, e appena ci riesco aggiungo il post.

pozz82 ha scritto:Una domanda, la lunghezza focale quanto influisce sulla tipologia di resa? Noto che focali sopra i 50mm sono più adatte ad una resa "giusta" piuttosto che solo "dura" o sbaglio?

Bella domanda, Anto'!

Maggiore è la focale e più entrano in gioco aberrazioni indesiderate che comportano una diminuzione del contrasto generale, principalmente per via della diffusione interna. I progettisti "vorrebbero" rendere anche queste più contrastate (quindi più dure) di quanto non siano, ma ancora non ci riescono più di tanto... per ora e per fortuna! Una situazione analoga, anche se molto meno marcata, si ha anche alle focali molto corte coi grandangolari spinti.

Il motivo per il quale i progettisti cercano di aumentare il contrasto dovrebbe essere chiaro leggendo il post precedente sulla nitidezza. Abbiamo visto che comunemente si scambia la "limpidezza" dell'immagine con la nitidezza, quindi non basta fare le ottiche nitide, occorre anche che la maggior parte dei potenziali acquirenti le consideri tali, perciò necessita che le ottiche siano anche "limpide", cosa che si ottiene sollevando il contrasto.

Morale?!... Finché il mercato reclamerà scalpelli, loro progetteranno scalpelli. Ed il mercato vuole la nitidezza/limpidezza in maniera (*) acritica e maniacale, quindi mettiamoci l'animo in pace ed aspettiamoci OTTICHE DURE FOREVER!!!....

__________

(*) IMO

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Re: Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

8 novembre 2015, 16:26

Sardosono ha scritto:Morale?!... Finché il mercato reclamerà scalpelli, loro progetteranno scalpelli....

Triste chiosa... soprattutto per i "ritrattisti. Bisognerà ritirare fuori gli adattatori e le "vecchie" lenti dell'analogico IMHO.

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Re: Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

8 novembre 2015, 19:39

Però ho un dubbio che potrai sciogliere sicuramente meglio tu, ho la sensazione che la progettazione ottica di queste vintage non essendo telecentrica, tenda a far arrivare la luce ai lati del frame in modo inclinato, insomma non si sia preoccupata di ottimizzare l'angolo di incidenza per i sensori digitali, che si sa che soffrono di questa cosa rispetto alla superficie chimica.

Anch'io ho notato la stessa cosa, ed ovviamente il "problema" si manifesta in maniera più evidente con i grandangoli e si attenua con i tele.

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Re: Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

8 novembre 2015, 20:09

Se potessi scegliere liberamente, io (e quelli come me) preferirei lenti di contrasto normale diciamo nel 70% dei casi, morbide nel 25% e dure nel restante 5%. Purtroppo questo vorrebbe dire rinunciare all'autofocus praticamente sempre, anche quando serve, cioè in circa la metà dei casi, forse qualcosa di più. Quindi, per le ottiche morbide c'è poco da fare, non c'è alternativa dal ricorrere a lenti manual focus, mentre per il contrasto normale cerco un compromesso tra l'uso di manual focus e "l'ammorbidimento in post-produzione" delle autofocus, anche se in questi casi il risultato non è proprio quello che vorrei.

Vorrei tuttavia rilevare che quando si parla di ottiche morbide oltre a tutti i luoghi comuni si ignora che esse sono quasi indispensabili per la maggior parte di immagini low-key (ed anche utilissime per l'high-key), che siano ritratti o meno. Infatti, un'immagine in chiave bassa finisce inevitabilmente per avere un alto contrasto e già una lente di contrasto normale lo aggrava, figuriamoci se l'ottica usata è anche dura.

Posto un esempio fresco di ieri sera, un ritratto in low-key della mia figlia più piccola che ha compiuto 21 anni, fatto con il Porst 55mm f/1.4 MC M42, ottica dei primi anni '70 che abbiamo già incontrato nel primo post del topic. La stessa immagine ripresa con una lente moderna non sarebbe mai potuta venire così "pellicolosa", come direbbe qualcuno. La fotocamera è la X-T10 che sto cominciando a testare sul campo.
XTX00294_cxn_lkf2d_resize.jpg

Una nota tecnica curiosa. Nella pupilla si vedono chiaramente tre luci: quella in alto è la finestra (luce principale), quella nel mezzo un monitor 16:9 da 25" pollici montato in verticale (che ha fatto da luce d'effetto), quella in basso è il display da 13" del notebook che tiene sulle gambe (che ha fatto da schiarita). Come ho vista quella luce ho anche visto questo preciso risultato che diceva "sono qui!" Sono corso a prendere la fotocamera, ho montato al volo il Porst e sono riuscito a scattare senza che se ne accorgesse, immersa com'era nello studio (*). Un vero colpo di fortuna!

__________

(*) è iscritta in scienze dell'informazione (comunemente detta informatica) ed è l'unica a voler seguire le orme del babbino, non ostante questi non sia molto d'accordo. Però come il babbo, quando è assorta nello studio non si accorge neanche di un terremoto...

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Ultima modifica di Sardosono il 9 novembre 2015, 0:37, modificato 1 volta in totale.
Antonello

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Re: Lenti "dure", "morbide" e... giuste!

8 novembre 2015, 23:44

L'hai anche ammorbidita in PP oppure era già così la parte fuorifuoco?
Mauro

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